La ricognizione del corpo

Nel 1995 è stata fatta una ricognizione scientifica sulla mummia di santa Rosa, che ha consentito di accertare il reale stato di conservazione del Corpo santo e di migliorarne il mantenimento. Con l’occasione sono stati rimossi dalla sua superficie i molti strati di vernici, cere e lacche che nel corso degli ultimi tre secoli sono stati stesi sulla sua cute. La ricognizione ha stabilito che quello di santa Rosa da Viterbo è il corpo perfettamente mummificato di un soggetto gracile, di sesso femminile, di età alla morte compresa fra i 18 e i 20 anni e di statura in vita calcolabile nell’ordine di cm 155 circa.

Dal punto di vista conservativo spiccano la persistenza dell’ombra epatica e, forse, la presenza di resti di parenchina cerebrale, le strutture oculari come le sclere e le iridi (che appaiono di colorito azzurrognolo) e i resti di capelli ancora impiantati nel cuoio capelluto, che appaiono di colorito nerastro. Dal punto di vista patologico spicca l’assenza dello sterno – agenesia dello sterno: malattia che conduce a morte in età neonatale – e l’anomala morfologia del muscolo cardiaco.

Grazie agli esami radiografici si è potuto, inoltre, ricostruire l’aspetto più probabile del volto di Rosa. Al termine della ricognizione, il Corpo è stato inserito in un’urna sigillata per preservarla dall’inquinamento esterno.

(Notizie tratte da L. Capasso, La mummia di Santa Rosa da Viterbo: antropologia, restauro e conservazione, Teramo 2000)