Gloria

Gloria, progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune di Viterbo per gli anni 2015-2019, cerca di riassumere tutti gli aspetti formali e i significati profondi delle macchine che l’hanno preceduta. La sua composizione stilistica ha il difficile obiettivo di far convivere forme ed architetture del passato con geometrie e materiali contemporanei. Gloria, espressione del suo tempo e sovrapposizione dei riflessi del passato, trae la sua principale fonte di ispirazione dall’ostensione del cuore di santa Rosa custodito nel prezioso reliquiario in oro, donato dal pontefice Pio XI al monastero delle Clarisse, che tradizionalmente viene portato in processione il giorno antecedente  al trasporto e i cui motivi decorati, reinterpretati, sono stati alla base del suo processo creativo.

I dodici angeli messaggeri di Gloria, rivolti verso i fedeli, porgono al cielo una pergamena a simboleggiare l’intercessione chiesta alla Santa dai messaggi scritti dai fedeli e custoditi all’interno della macchina.

Le sei figure umane, nella tradizionale posizione dei ciuffi, intendono rappresentare la secolare devozione che la città di Viterbo nutre nei confronti di Rosa e la rievocazione della traslazione del suo corpo incorrotto. I “facchini ancestrali” sono per la prima volta disposti lungo gli assi principali della Macchina, con l’obiettivo di testimoniare il loro sforzo durante il trasporto, divenuto recentemente patrimonio immateriale dell’umanità.